Prodotti tipici
Le produzioni tipiche del Lazio sono 14 di cui 9 a denominazione DOP e 5 a denominazione IGP.
• L’Olio di oliva Canino (DOP): Prodotto nella provincia di Viterbo con olive della varietà “Caninese”, di colore verde smeraldo con riflessi dorati ha bassissima acidità
• Il Carciofo Romanesco del Lazio (IGP): Prodotto dalle cultivar denominate Castellammare e Campagnano nelle province di Viterbo, Roma e Latina, con grossi capolini di forma sferica e foro all’apice, colore verde/violetto, sapore dolce
• La Castagna di Vallerano (DOP): Nuova registrazione di aprile 2009, viene prodotta nel comune di Vallerano (VT) su terreni vocati di origine vulcanica, i Monti Cimini; dalla polpa bianca, croccante e dal sapore dolce, di notevole pezzatura e peso, viene raccolta a mano o con macchine che ne salvaguardano l’integrità
• Il Kiwi Latina (IGP): Prodotto in provincia di Roma e Latina, ha un frutto di forma cilindrica-ellissoidale, con polpa verde smeraldo morbida, commercializzato in Italia ed esportato
• La Mortadella Bologna (IGP): Carne di suino, cotta e insaccata, di forma cilindrica, dal colore rosa, profumo aromatico e sapore tipico
• La Mozzarella di Bufala Campana (DOP): Formaggio da tavola di pasta filata molle derivato da latte intero di bufala, di colore bianco perlaceo, superficie liscia, pasta compatta
• Il Pane casereccio di Genzano (IGP): Prodotto da forno in forma di pagnotte tonde ottenuto con farina zero e doppio zero, sale, acqua e cruschello di grano, caratterizzato dall’uso del lievito naturale, dalla tecnica di lavorazione e di cottura, base per preparare la tradizionale “bruschetta” consistente in fette di pane abbrustolite e insaporite con aglio, olio e pomodoro fresco
• Il Pecorino Romano (DOP): Formaggio di latte intero di pecora, cotto, salato a mano, dal sapore intenso, soprattutto da grattugiare, prodotto per il 90% in Sardegna e restante 10% nel Lazio
• Il Pecorino Toscano (DOP): Formaggio di latte intero di pecora, secondo la stagionatura può essere fresco dal gusto dolce, stagionato dal sapore più accentuato, invecchiato dal sapore deciso
• La Ricotta Romana (DOP): Formaggio da latte intero di pecora, dalla consistenza granulosa e densa, dal sapore dolciastro con una punta di acido
• L’Olio di oliva Sabina (DOP): Prodotto nelle province di Rieti e Roma con le varietà di olivo “Carboncella”, “Leccino”, “Frantoio” e “Olivastro” e "Olivastro".
• I Salamini italiani alla cacciatora (DOP): Salume preparato a base di carne dei tipici suini pesanti padani, di forma cilindrica e consistenza compatta, si presentano piccoli, morbidi, dal gusto dolce e saporito.
• L’Olio di oliva Tuscia (DOP): Prodotto nella provincia di Viterbo con le olive delle varietà “Frantoio”, “Caninese” e “Leccino”, di colore verde smeraldo dai riflessi dorati, odore fruttato con retrogusto di amaro
• Il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale (IGP): Carne succulenta e nutriente dal colore rosso vivo, grana fine, ma anche soda ed elastica. Il suo pregio è il contenuto di ferro, perfettamente assorbibile dall’organismo.
Specialità gastronomiche
Le tradizioni gastronomiche del Lazio a dispetto di una storia millenaria di grandezza si rifanno ad una cucina povera e popolare dove eccelle l’uso degli ingredienti semplici offerti dal territorio e dalle attività agro-pastorali. Pertanto ortaggi, latte e carne degli allevamenti ovini e suini. Nell’Agro Romano abbonda la produzione di ortaggi tra cui i carciofi detti mammole romane, grossi, dal colore violaceo e senza spine, celebrati nei Carciofi alla giudia, puliti, immersi in acqua acidulata, salati, pepati e fritti schiacciandoli a testa in giù; quindi le Puntarelle, germogli di una varietà di cicoria che si raccoglie tra febbraio e marzo, condite con acciuga, aglio, aceto, olio, sale e pepe; infine ottime sono le Olive da tavola come l’oliva gigante di San Gregorio, quelle di Gaeta e d’Itri. Tra i piatti più succulenti delle trattorie romane a base di interiora e di tagli di carne meno nobili la Coda alla vaccinara, nella versione più ricca, tagliata a pezzi, rosolata, sfumata con del vino bianco, cotta con pomodori pelati per quattro ore, servita con una salsa fatta da sedano, sugo della coda, pinoli, uva passa e cioccolato fondente. La Trippa alla romana preparata con trippa lavata e lessata con sedano, cipolla e carota, poi unita in un sugo preparato con olio, cipolla e pomodoro, servita con pecorino grattugiato. L’Abbacchio alla scottadito ovvero braciolette di agnello condite e cotte sulla graticola. La Pajata o Pagliata di vitello tagliata in pezzi e rosolata, poi cotta con cipolla, aglio, vino bianco fatto evaporare, pomodori pelati per due ore, serve per condire i rigatoni con una spolverata di parmigiano. Tra i primi piatti più famosi gli Gnocchi alla romana preparati con semolino che viene cotto nel latte con burro, noce moscata, parmigiano reggiano e tuorli d’uovo, il composto viene poi livellato e tagliato in forma di dischetti tondi disposti sovrapposti in una teglia imburrata e cosparsi di parmigiano e burro fuso, infine gratinati al forno. Gli Spaghetti alla carbonara vengono conditi con pancetta a dadini rosolata in aglio e olio, e uova sbattute condite con pecorino, sale e pepe. I Bucatini all’amatriciana conditi con un sugo preparato con guanciale a pezzi, cipolla, peperoncino, pomodoro e pecorino grattugiato. Infine una menzione “dolce” per il Pangiallo che risale ai tempi della Roma Imperiale e si compone di un impasto di frutta secca, miele e cedro candito che viene cotto e poi ricoperto con pastella d’uovo e i Maritozzi preparati con farina, lievito di birra, uovo, burro e zucchero, ben lievitati che vengono cotti brevemente nel forno e devono risultare dorati e morbidi, serviti farciti con panna montata.