Day 3

Ore 10:00

Inizia il terzo giorno di Merano WineFestival 2017. Inauguro la giornata con un calice di Champagne gentilmente offerto da Boizel. Un Ultime extra-brut per aprirmi lo stomaco.

 

Ore 10:00

Quest’anno il “paese” ospite del Merano WineFestival è l’Istria di cui ci sono una decina di cantine in rappresentanza. Un po’ di geografia: l’Istria è la penisola più grande della costa orientale dell’Adriatico, “situata tra il Golfo di Trieste, le Alpi Giulie, le Alpi Dinamiche e il Golfo del Quarantuno”*, insomma questa:

 

Qui, fino agli anni ’90, il settore vitivinicolo era “schiacciato” dalla produzione di massa delle cooperative pubbliche para-statali. Poi, dopo la caduta del comunismo e dopo la guerra dell’ex Jugoslavia, i piccoli vignaioli hanno ripreso in mano la produzione concentrandosi sulla qualità. “Dal 1995 si è lavorato su una politica dell’entroterra – mi racconta Denis Ivosevic, direttore dell’Ente Turismo Istria – con progetti quali le strade del vino e dell’olio”. Gli ettari vitati sono circa 4.500, di cui il 65% a bacca bianca. L’autoctona malvasia rappresenta oggi il 50% del vigneto.

Gli assaggi mi regalano Malvasie profumatissime e saline, dove il sorso scende facile e lascia un senso di leggerezza, e Malvasie macerate lungamente dove la microossidazione di anni in botti di legno grandi le rende vini decisi e impegnativi. Anche i rossi sono sorprendenti, profondi e ben equilibrati .

 

Ore 13:00

E’ ora dell’attesissima masterclass “I gioielli di Giorgio Grai“. In occasione del Merano WineFestivla 2017 il signor Grai ha aperto la propria cantina per condividere 8 bottiglie che raccontano la sua storia professionale di consulente e produttore di vino. Una degustazione emozionante ricamata dal fil rouge dell’eleganza. Si tratta di vini “educati” da Grai che, divertito e divertente, regala aneddoti personali e boutade taglienti e si sofferma sulla necessità di porre sempre attenzione a quello che facciamo, di “non fare mai le cose per caso” perché sono le sfumaturea determinare la bontà di qualcosa“. I vini non tradiscono le aspettative, dall’Esprit de Silène 2016 (il più giovane della batteria), figlio del nuovo progetto francese di Giorgio Grai, al fantastico Barolo Batasiolo del 1995.

 

Ore 14:00

Giorgio Grai chiama in diretta Ampelio Bucci per chiedergli quando è iniziato il loro sodalizio.

 

Ore 15:00

Giorgio Grai (star dell’Hotel Terme) stappa il Cremant de Limoux Prima Perla.

 

Pausa pranzo: non pervenuta. A tal proposito, consiglio a tutti un paio di giorni di Merano WineFestival come dieta dimagrante.

 

Ore 17:00

Helmuth Köcher (l’uomo più cercato del MWF) alla 100esima intervista della giornata.

 

Ore 17:30

Il Palazzi 2015 della Tenuta di Trinoro è il miglior vino del Merano WineFestival 2017 secondo la commissione Stehwein di Merano. Tocca assaggiarlo!

Un merlot in purezza che fermenta in acciaio e poi fa un passaggio di 8 mesi in barriques nuove non tostate. Poi ancora 11 mesi in vasche di cemento prima dell’imbottigliamento con luna calante.

Il 2015 è frutto di una grande annata” mi assicura Carlo Franchetti. Un vino che è ancora un giovincello (ovviamente), ma di cui già si può apprezzare la struttura e le doti di invecchiamento. Un naso che si concede piano, con note calde di more e ribes; al palato il tannino ha l’esuberanza propria dei giovani, il sorso è ricco, profondo e promettente.

 

Ore 18:00

Parafrasando Coco Chanel** Bevo Champagne solo in due occasioni, quando sono stanca e quando non lo sono. Chiudo quindi questo terzo intensissimo (e stancantissimo) giorno di Merano WineFestival 2017 con un altro calice di Boizel. A domani!

 

Federica Randazzo

*recita Wikipedia

**”Bevo Champagne solo in due occasioni, quando sono innamorata e quando non lo sono.”