Il mattino ha l’or…ange in bocca!

Primo giorno di Merano WineFestival, mi concedo una colazione a base di orange wine, tipologia che sta trovando nel mondo bio&dynamica terreno fertile ed entusiasta.

Amatissimi o odiatissimi, i vini bianchi macerati sulle bucce sono molto di moda ultimamente ma, a dispetto delle apparenze, non si tratta affatto di una new entry nel mondo del vino.  Tecnica antica e squisitamente pragmatica: la macerazione sulle bucce conferisce maggiore longevità ai vini ottenuti da uve a bacca bianca e ciò grazie all’azione antiossidante dei tannini.

Nuova è invece l’espressione “orange wine” introdotta dall’importatore britannico David Harvey nel 2004 mentre si trovava sull’Etna in compagnia del vignaiolo Frank Cornellissen.

Ed ecco la mia colazione antiaging:

Identità 2016 – Podere San Cristoforo

Iniziamo da una regione insolita per gli orange wine: la Toscana. Non conoscevo questa azienda (mea culpa) ma mi ha sorpresa su tutta la linea: vini ottimi e di grande espressività. Mi ha definitivamente conquistata Identità 2016: blend di vermentino, trebbiano e malvasia con 12 giorni di macerazione sulle bucce e zero solforosa aggiunta. Ha un naso intenso con note quasi da passito, albicocca disidratata e spezie. Al palato è avvolgente e una sottile vena dolce (conferita dalla malvasia) si inserisce nella corrente salina e fresca del sorso.

 

Frühroter Veltliner – Schmelzer’s Winegut

Uno sguardo in Austria, dove Georg ed Elisabeth Schmelzer macerano per 6 mesi il frühroter ventilare per poi lasciarlo riposare per due anni in botti di legno.  Il naso ha accenni ossidativi e profumi di agrume, il sorso è leggermente tannico, di buona struttura e chiusa lunga.

 

Ribolla Gialla Extreme 2010- Renato Keber

E ora nella patria degli orange wine italiani: il Friuli Venezia Giulia. La Ribolla Gialla Extreme è un vino ampio e generoso, con note di frutta matura, cioccolata bianca e sentori evolutivi. Al palato la trama tannica accompagna il sorso strutturato e caldo. Un vino a cui Renato Kebler regala una cosa molto preziosa: il tempo. A partire dalla macerazione di 40 giorni, poi un anno in legno, tre anni in acciaio e infine ancora 3 anni in bottiglia, per un totale di sette anni.

 

Ribolla di Oslavia Riserva 2012 – Primosic

Le uve di ribolla gialla sono raccolte surmature e macerano per 26 giorni in tini di legno aperti, senza controllo di temperatura e con fermentazione spontanea. Ha un naso coinvolgente, con note di frutta a pasta gialla, accenni vegetali e spezie. Il palato è di grande struttura, con trama tannica fine, chiusa fresca con congedo affidato a una piacevole e sorprendente nota di liquirizia.

 

Federica Randazzo